Lie to Me – ovvero quello che le persone ci dicono senza parlare!
Articolo pubblicato da Gianluca;  November 13th, 2009
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Lie to me è una nuova serie TV che sta avendo un buon successo sia in America sia in Italia. La serie, trasmessa in Italia da Sky per FoxTV, si ispira al lavoro di Paul Ekman un professore di psicologia dell’Università di San Francisco che ha studiato per molti anni le espressioni facciali catalogandole e associando ad ogni espressione le emozioni che le generano. Lie to me e il lavoro di Paul Ekman richiamano uno dei temi che Lucia e Nicola spesso trattano nei loro corsi ovvero la calibrazione che non è altro che la capacità di leggere e sintonizzarsi sui segnali non verbali.


Perché è importante saper leggere e cogliere i segnali non verbali? E’ importante saperli cogliere non solo e non tanto per smascherare le bugie come avviene in Lie to Me ma soprattutto per comprendere pienamente cosa la persona che abbiamo davanti ci vuole comunicare. Ma cosa significa apprendere a leggere i segnali non verbali? Significa essere capaci di porre attenzione al respiro, ai movimenti oculari, al rossore, ai gesti, al tono della voce e sapere decifrarli. Vi sembra difficile? Vi posso dire che per imparare ci vuole un po’ di pratica e di allenamento e magari partecipare a qualche corso di comunicazione tenuto da BlessYou! o alla Libera Università di Crescita Evolutiva per apprendere le basi teoriche alla base di queste tecniche. Saper leggere e comprendere i segnali non-verbali può permettervi di avvicinarvi alla comunicazione in maniera diversa magari non diventerete abili come il Dottore Cal Lightman o Paul Ekman ma sicuramente vi aiuterà a comunicare meglio con le persone. E la comunicazione è alla base di qualsiasi relazione. 

Lucia in Tutta un’altra vita ci porta un esempio chiarificativo dell’importanza dei segnali non-verbali raccontandoci la sua esperienza di coach e in particolare il suo incontro con Simonetta.

“Fin da quando è entrata in sala un’ora fa, sul volto di Simonetta è stampato un sorriso piuttosto forzato che è difficile non notare. C’è un contrasto notevole tra i muscoli delle guance che si allargano lasciando intravedere denti che potrebbero pubblicizzare un dentifricio sbiancante e gli occhi corvini dove ogni traccia di sorriso è assente. Chissà cosa direbbe Paul Ekman se la vedesse.” E secondo voi cosa direbbe il dottore Cal Lightman di Lie to me? Secondo gli studi di Paul Ekman quello di Simonetta è un sorriso falso poiché non coinvolge i nervi e i muscoli di zigomi e occhi, in altre parole è un sorriso Pan Am, ovvero è il sorriso di  finto benvenuto del tipico assistente di volo della ex compagnia americana.

Se volete allenarvi sulla vostra abilità a riconoscere le micro-espressioni facciali oppure se volete scoprire il vostro livello di abilità in basso a destra su questa pagina trovate un test!

Un sorriso vero – non Pan Am -,
Gianluca

Update 10/01/2010

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