Questo passo tratto da Tribes di Seth Godin mi ha riportato alla mente in chiave nuova qualcosa che già conoscevo ovvero la differenza tra Reagire, Rispondere e Realizzare.

“La cosa più facile è reagire. La cosa più facile subito dopo è rispondere. Ma la cosa più difficile è realizzare (n.d.t. nel testo il termine è ”to initiate“, letteralmente iniziare, io l’ho tradotto con realizzare, così posso parlare delle 3R: è più facile da ricordare e più comodo da portare in giro perchè 1 numero e 1 lettera pesano meno di 27 lettere).
Reagire, come dice Zig Ziglar (n.d.t. si chiama veramente così, che mattacchioni i suoi genitori), è quello che fa il corpo quando si prende la medicina sbagliata. Reagire è intuitivo ed istintivo e solitamente pericoloso. I manager (n.d.t. io leggerei ”molti manager“ giusto per non super-generalizzare) reagiscono.
Rispondere è un’alternativa di gran lunga migliore. Si risponde a stimoli esterni con azioni meditate. Le organizzazioni rispondono a minacce della concorrenza. Gli individui rispondono a colleghi od opportunità. Rispondere è sempre (n.d.t. leggerei ”spesso“, perchè se un camion ti sta investendo è meglio reagire e saltar via che rispondere meditando l’azione più adeguata mentre vieni trasformato in mayonese) meglio che reagire.
Ma entrambe queste possibilità impallidiscono di fronte al realizzare (iniziare). Realizzare è veramente non facile, ed è quello che fanno i leader. Vedono qualcosa che altri ignorano e ci saltano dentro. Causano eventi a cui altri devono reagire. Creano il cambiamento.”
Conoscevo già l’importanza e la differenza tra reagire e rispondere, e trovo intrigante aggiungere come terzo giocatore il realizzare (iniziare).
Alle vostre realizzazioni,
Nicola













3 Commenti a “Le tre R: Reagire, Rispondere, Realizzare”
Di luciano on Oct 6, 2009
trovo molto convincente le argomentazioni delle 3R;reagire,rispondere,realizzare e non credo che ci sia altro da aggiungere se non una r cioe’ 4 r;reagire,rispondere,realizzare(inteso come inizio)riaffermarsi(inteso come mantenere l’inizio di una realizzazione e la capacita’ di realizzarsi di nuovo perche’ per quanto possa essere difficile realizzare e’ assai cosa piu’ difficile ripetersi(restando in tema di r)e realizzare nuovamente.naturalmente questo e’ il modesto parere di uno che di pnl etc non ne capisce niente
Di anna on Oct 7, 2009
sono daccordissimo con luciano: il vero problema è il ripetersi e mantenere quello che si è conquistato con tanta forza , visto che tutto i ntornoa te cambia e ti vuole sempre piu reattivo e infallibile quando noi esseri umani invece infallibili no siamo:(.. e puoi vedere distrutto tutto quello ch ehai costruito con una o due scelte sbagliate successive!!:((
DiNicola Riva on Oct 17, 2009
Grazie a Luciano e ad Anna per i commenti e le integrazioni e concordo che sia basilare sviluppare costanza, resilienza e determinazione per mantenere e coltivare le nuove abitudini positive e funzionali man mano acquisite. Nella Neuro-Semantica utilizziamo un pattern (esercizio) molto potente che si chiama Posizione Intenzionale e serve proprio a mantenere alta la motivazione nel fare tutto ciò che è necessario (anche le attività apparentemente più banali o noiose) per raggiungere i nostri obiettivi personali e professionali. Grazie ancora e buone realizzazioni… Nicola